Partire dallo sguardo delle persone
Prima di scegliere gli apparecchi, abbiamo guardato la galleria come farebbe chi la attraversa ogni giorno: lo sguardo sale agli affreschi, scivola sulle volte, si appoggia sulle finestre e cerca punti chiari che guidino il cammino. L’idea è stata quella di intrecciare questi tre livelli – in alto le decorazioni, al centro le facciate, in basso il percorso – con una luce che li mettesse in relazione, senza punti urlati o zone dimenticate.

Affreschi e volte: una luce che accarezza
Gli affreschi nelle parti alte e le volte agli ingressi sono stati illuminati con linee di luce morbide e precise, che salgono dal basso e si aprono sulle superfici come un velo caldo. In serata i disegni tornano leggibili, le curvature degli archi si percepiscono con chiarezza, e chi entra dalla città sente di varcare una soglia abitata, non un tunnel indistinto.

Finestre che diventano ritmo, ingressi che invitano ad entrare
Le imbotti delle finestre sono state trasformate in una sorta di metronomo luminoso: piccoli accenti che scandiscono il perimetro e creano profondità, come se la parete respirasse verso l’interno. Agli ingressi da via Marchesana e via dei Musei, una luce più intensa ma morbida sul pavimento accompagna il passo, eliminando l’effetto “buco scuro” e invitando a scegliere la galleria come percorso naturale nel Quadrilatero.

Una luce che si adatta alla città
Il sistema di controllo permette di alzare o abbassare i livelli luminosi in base agli orari, agli eventi, al flusso di persone: la galleria non è sempre uguale, ma respira con il centro storico che la circonda. Nelle serate più tranquille la luce si fa più intima, nelle occasioni speciali diventa più viva e aperta, sempre con lo stesso tono caldo che caratterizza l’intero intervento.


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